La crescita della popolazione mondiale causa un aumento della domanda di cibo, una delle maggiori sfide per la società umana.

Lo scopo principale del presente progetto è ridurre le perdite e lo spreco di cibo per migliorare l’efficienza nell’utilizzo dell’energia, delle materie prime e dell’acqua. Il risultato è una maggiore quantità di cibo prodotto con la stessa quantità di risorse, ovvero l’unica soluzione possibile per assicurare risorse alimentari a tutti.

Il Consiglio Supremo per la Scienza e la Tecnologia (SCST) è la più importante istituzione pubblica, presieduta dal Primo Ministro, responsabile per le politiche relative a scienza, tecnologia e innovazione.

Nel corso del 22° meeting dell’SCST, l’energia, l’acqua e il cibo sono stati dichiarati i fattori più importanti nel campo della Ricerca e Sviluppo a livello nazionale: infatti sono state stilate delle strategie specifiche per ognuna delle tre risorse.

Nella Strategia Nazionale di R&S e innovazione sul cibo, la produzione delle risorse impiegate nel settore alimentare è stata definita come una priorità. Il Direttorato Generale di Agricoltura, insieme al Ministero per il cibo e l’agricoltura, hanno sviluppato dei piani quinquennali per la riduzione dello spreco alimentare.

SUSFOOD (Sustainable Food Production and Consumption), un progetto Era-Net implementato nell’ambito del Settimo Programma Quadro Europeo per la Ricerca, ha generato un’Agenda Strategica per la Ricerca, in cui una delle 8 aree chiave di ricerca è stata descritta come segue: ridisegnare le strategie di ingresso, di rifiuti e di flusso per aumentare l’efficienza delle risorse e fornire valore aggiunto nei cicli di produzione, trasformazione e vendita dei prodotti alimentari.

 

Il tema dei rifiuti e delle perdite alimentari è stato trascurato per lungo tempo. Ma oggi con l’aumento della fame nel mondo, la

questione dello spreco è balzata ai primi posti dell’agenda alimentare globale.

Entro il 2050 è previsto un aumento dal 40% al 70% della domanda alimentare. D’altra parte, circa un terzo del cibo per il consumo umano viene sprecato globalmente – circa 1,3 miliardi di tonnellate all’anno secondo i dati diffusi dalla FAO. Oltre il 40% delle perdite alimentari si verifica dopo la raccolta e durante la lavorazione in paesi in via di sviluppo.

Il presente progetto è incentrato sui seguenti temi:

  • Analisi composizionale dello spreco alimentare in Turchia, Italia, Germania e Slovacchia.
  • Quantificazione dei rifiuti alimentari nei settori del latte, della carne e conserviero.
  • Formazione di tecnici di produzione
  • Sensibilizzazione sul problema dello spreco alimentare
  • Riduzione dello spreco a favore di un futuro alimentare sostenibile.

 

La questione dello spreco alimentare ha ricevuto recentemente grande visibilità. Secondo la FAO (2011), quasi un terzo del cibo prodotto per il consumo umano, circa 1,3 miliardi di tonnellate l’anno va perso o sprecato.

Le perdite alimentari avvengono principalmente nella prima fase della catena alimentare: questioni importanti sono le perdite post-raccolto, lo sviluppo delle infrastrutture e delle tecnologie più adatte per affrontarli. Invece, lo spreco alimentare avviene soprattutto nella vendita al dettaglio e nel consumo, in particolare nei paesi sviluppati, ma rappresenta una crescente preoccupazione anche nei paesi in via di sviluppo.

Lo spreco alimentare comporta innanzitutto una riduzione della disponibilità di cibo per i poveri e gli affamati, in quanto riducendo la quantità di cibo disponibile, si ha anche un impatto sui prezzi e, quindi, sull’accesso al cibo. D’altro canto ridurre lo spreco ridurrebbe anche la pressione sulle risorse naturali.

Il Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) nella sua trentanovesima sessione (ottobre 2012) ha chiesto al Gruppo di

esperti di alto livello (HLPE), di intraprendere uno studio su “Spreco e perdite alimentari nel contesto dei sistemi alimentari sostenibili”, che è stato presentato alla plenaria nel 2014.

Le cause di dello spreco alimentare sono molto diverse e richiedono soluzioni molto diverse. La maggior parte delle perdite alimentari può essere fatta risalire alla biofisica, compresi gli aspetti di biosicurezza, o a cause tecniche. I rifiuti alimentari sono spesso legati anche a cause comportamentali.

Ridurre le perdite alimentari appare dunque come emblematico per garantire una migliore efficienza delle risorse e una dimensione chiave per sistemi alimentari più sostenibili.